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Come ottenere la cartella clinica del parto

Avv. Laura Antonini
Avv. Laura Antonini · Avvocato, Foro di Roma
Aggiornato il 25 Giugno 2026 · Prima consulenza e valutazione del caso gratuita
Documenti e cartella clinica conservati in un archivio

Hai diritto a ottenere la cartella clinica del parto: basta farne richiesta scritta alla struttura sanitaria dove è avvenuta la nascita. È il primo passo per capire se c'è stato un errore medico.

Il diritto non si esaurisce nel tempo. Le cartelle cliniche sono documenti a conservazione illimitata: anche a molti anni di distanza dal parto la struttura è tenuta a custodirle e a rilasciarne copia a chi ne ha titolo. Se ti è stato detto che "non ci sono più", è un'informazione da contestare per iscritto.

Cosa puoi richiedere

Oltre alla cartella clinica vera e propria, è utile ottenere anche:

  • il tracciato del monitoraggio fetale (CTG), che registra il battito del bambino e le contrazioni durante il travaglio;
  • il partogramma, dove è annotato ora per ora l'andamento del travaglio;
  • i referti degli esami della gravidanza e del neonato, compresa l'emogasanalisi da cordone ombelicale;
  • l'eventuale documentazione del ricovero in terapia intensiva neonatale, comprese le ecografie cerebrali e la risonanza magnetica;
  • il consenso informato firmato e ogni verbale di sala operatoria.

Chiedi sempre copia integrale e conforme all'originale, non un riassunto né la sola lettera di dimissione: è proprio nei tracciati e nelle annotazioni orarie che si legge cosa è accaduto.

Come si richiede

La richiesta si presenta all'ufficio competente dell'ospedale — di solito l'ufficio cartelle cliniche o la direzione sanitaria — allegando un documento d'identità e, se non sei l'intestatario, la prova del titolo a richiederla: per il figlio minore è sufficiente documentare la qualità di genitore.

Conviene presentarla per iscritto e conservare la ricevuta o la raccomandata: se in seguito emergono ritardi o consegne parziali, quella data diventa un elemento a tuo favore. La normativa sulla protezione dei dati fissa in trenta giorni il termine ordinario entro cui la struttura deve dare riscontro. Il rilascio può comportare il rimborso dei costi di riproduzione.

Cosa fare se la consegna è incompleta o tarda

Capita che manchi proprio il documento più importante — il tracciato CTG — o che vengano consegnate pagine non leggibili. In questi casi va inviato un sollecito scritto che elenchi puntualmente ciò che manca, indirizzato alla direzione sanitaria. Una mancata o incompleta consegna, se documentata, non è priva di conseguenze: la difficoltà di ricostruire i fatti non può ricadere sulla famiglia che ha chiesto correttamente gli atti.

Perché è importante non aspettare

Avere la documentazione completa permette di ricostruire i fatti e di far valutare il caso. Prima si richiede, più è agevole ottenere tutto in un'unica volta e verificare per tempo i termini per agire. Possiamo aiutarti sia a ottenere la cartella sia ad analizzarla con un medico legale.

Se incontri difficoltà o ritardi nel ricevere la documentazione, possiamo affiancarti nella richiesta.

Le domande che ci fanno più spesso

Chi può richiedere la cartella clinica del parto?

L'intestatario della cartella e, per il figlio minore, i genitori in quanto esercenti la responsabilità genitoriale. Serve un documento d'identità e, per chi non è l'intestatario, la prova del titolo a richiederla.

Dopo quanti anni la cartella clinica viene distrutta?

Le cartelle cliniche sono documenti a conservazione illimitata: la struttura sanitaria è tenuta a custodirle senza limiti di tempo e a rilasciarne copia a chi ne ha titolo anche a molti anni di distanza.

Quanto tempo ha l'ospedale per consegnarla?

La normativa sulla protezione dei dati fissa in trenta giorni il termine ordinario di riscontro. Se la consegna tarda o è incompleta, conviene inviare un sollecito scritto alla direzione sanitaria elencando i documenti mancanti.

Scopri poi come si dimostra la malasanità a partire da questi documenti, e cosa fare se sospetti un errore al parto.

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