Paralisi cerebrale infantile

La paralisi cerebrale infantile, patologia con cui convive anche l’ing. Soria presidente di A.I.D.A., non è una malattia ma un disturbo permanente che riguarda i movimenti e la postura.

La paralisi cerebrale infantile è causata da una lesione del sistema nervoso centrale, che avviene nel periodo prenatale o postnatale e comunque nei primi tre anni di vita.

La paralisi cerebrale infantile è considerata un disturbo permanente in quanto le lesioni cerebrali non possono guarire, ma non è soggetta neanche a peggioramenti.

Nei paesi occidentali la paralisi cerebrale infantile riguarda due o tre individui ogni mille nati.

La classificazione internazionale delle tipologie di paralisi cerebrale infantile è la seguente:
– Tetraplegia: difficoltà nel controllare il tronco e i quattro arti;
– Emiplegia: difficoltà nel gestire un lato (destro o sinistro) del corpo;
– Diplegia: difficoltà analoghe alla tetraplegia, ma con maggiori problemi nel controllo degli arti inferiori.

Si tenga presente inoltre che il suffisso “-plegia” è sinonimo di “paresi”.

Inoltre, con riferimento al tono muscolare, la paralisi cerebrale infantile si può suddividere in:
– paralisi cerebrale infantile spastica, con aumento continuo del tono in certi gruppi muscolari;
– problemi di equilibrio e di coordinazione;
– paralisi cerebrale infantile discinetica oppure paralisi cerebrale infantile distonica , ovvero con un tono muscolare sempre instabile e presenza di movimenti involontari.

Anche gli aspetti clinici cambiano molto a seconda della tipologia della paralisi cerebrale infantile e della gravità.
– nelle forme emiplegiche il livello intellettivo, di solito, rientra negli standard, ma qualche volta si ha un ritardo nel linguaggio. In alcuni casi si può avere anche un’epilessia, spesso parziale, ben controllabile attraverso le medicine;
– nelle paralisi cerebrali infantili diplegiche si hanno spesso dei problemi alla vista e in un caso su tre si ha un ritardo mentale lieve – medio, mentre nel 50% dei casi circa può comparire una forma di epilessia, controllabile con i farmaci;
- le forme di paralisi cerebrale infantile tetraplegiche sono le più gravi; di solito sono presenti anche problemi della deglutizione, masticazione e fonazione.  Spesso si ha anche un ritardo mentale medio – grave e handicap sensoriali (sordità e ipovisione).

Nonostante la paralisi cerebrale infantile possa essere particolarmente grave e invalidante, la persona può raggiungere una buona qualità di vita studiando con i propri coetanei, trovando un lavoro e magari sposandosi come ha fatto l’Ing. Soria.

Il FaceMOUSE è l’ausilio per la paralisi cerebrali infantile ideato proprio dall’Ing. Soria

persone con paralisi cerebrale infantile

Simone e Arianna, laureati nonostante la paralisi cerebrale infantile

 

 

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