Non un computer per disabili, ma semplicemente FaceMOUSE

giovanni

Ecco l’intervista a Giovanni, un altro amico di “Comunità Solidale NET“; ringraziamo Sara anche per questo contributo. Quando lo conobbi qualche anno fa non aveva bisogno di un computer per disabili speciale, ma solo di una interfaccia speciale per usarlo e la scelta fu FaceMOUSE.  

 

1) Fai una tua breve presentazione: quanti anni hai? Di dove sei? Sei figlio unico? Ecc.

Mi chiamo Giovanni Bellino, ho 30 anni e sono di Bitritto (Bari). Da vari anni ormai vivo solo con i miei genitori, in quanto mia sorella vive a Londra.  

2) Che disabilità hai?
Distrofia muscolare di Duchenne, la quale comporta la progressiva distruzione dei muscoli. Compresi quelli cardiaci e respiratori.  

3) Che studi hai fatto?
Terminati i miei studi in grafica pubblicitaria nel 2008, ho intrapreso il corso di laurea in ingegneria meccanica e lo scorso dicembre ho conseguito la laurea magistrale.

4) Usi un computer per disabili? Hai ausili personalizzati?
No, non utilizzo un computer per disabili, ma un normalissimo computer portatile che tramite collegamento Bluetooth, mi consente di muovere il mouse con il joystick della carrozzina elettronica. Inoltre, per facilitare la scrittura, utilizzo il software di dettatura Dragon Naturally Speaking Home 13.  

5) Quali sono le tue passioni?
Tralasciando il classico donne e motori, gioie e dolori; direi la scrittura e la lettura soprattutto negli ultimi tempi. Ogni genere ma in particolar modo quello fantascientifico.  

6) In cosa credi? Quale è la tua filosofia di vita?
Penso che lo scorrere del tempo sia ininfluente se speso in maniera utile per sé e per gli altri, perché solo attraverso i ricordi che noi lasciamo negli altri possiamo guadagnare l’immortalità.  

7) Usi i social? Credi possano essere utili per le persone disabili?
Utilizzo i social quotidianamente e credo che possono essere utili a chiunque se usati nel modo giusto, in particolar modo alle persone con disabilità che non possono uscire di casa molto spesso. Una persona con disabilità infatti, per poter uscire ha bisogno che non i parcheggi riservati o gli scivoli per accedere non siano occupati abusivamente e che sia prevista un’adeguata assistenza alla persona. Se poi aggiungiamo una salute più cagionevole, appare evidente che i social possono addirittura diventare l’unico modo per avere una vita sociale. Inoltre, sono un mezzo con cui parlare della propria quotidianità, esporre le proprie difficoltà in maniera costruttiva e insieme agli altri trovare possibili soluzioni.
Nota di Simone: << Alcune persone hanno bisogno di un computer per disabili, con un ausilio tipo il comunicatore oculare o il FaceMouse, proprio per partecipare ai social e sentirsi un po’ meno sole. >>  

8) Se potessi realizzare un tuo sogno, quale sarebbe?
Fra i sogni che dipendono in gran parte da me, c’è senz’altro quello di utilizzare i miei studi ingegneristici per creare qualcosa di utile a molte persone. Non escluderei però anche la realizzazione di un libro che possa piacere a molti.  

9) Quali sono i tuoi siti preferiti? Cosa manca in internet secondo te?
Quando navigo su Internet, oltre a dedicarmi ai social mi diletto in qualche gioco di ruolo sui forum, ascolto musica principalmente tramite youtube e mi informo su qualsiasi mia curiosità. Ultimamente mi sto anche appassionando di astronomia e sto leggendo alcuni fumetti on-line. La cosa che però credo manchi su Internet è un punto d’incontro dove gente possa veramente dialogare e conoscersi, se non addirittura imparare a farlo.  

10) La tua disabilità ti ha tolto e dato qualcosa? Se sì, cosa? La mia disabilità mi ha lasciato un corpo sensibile dalla testa ai piedi ma incapace di muoversi da solo, al punto che non posso scacciare una mosca del viso e questo sicuramente dona pazienza, soprattutto se gli insetti in questione sono le zanzare. A questo poi, va aggiunto un cuore e un respiro debole, come se fossi sempre con una bella donna. Perciò per quanto la mia disabilità mi abbia tolto molte cose, non mi ha tolto l’ironia e la voglia di vivere e sognare. Un risultato che però non avrei mai raggiunto senza la caparbietà della mia famiglia è di farmi crescere come chiunque altro.  

 

Grazie Giovanni per averci parlato di te. Ricordo quando sei venuto a trovarci a Modena nel 2017 per provare FaceMouse, che poi hai acquistato con il contributo della ASL o della Regione ( non ricordo bene); non avevi bisogno di un computer per disabili speciale, ma solo di un’alternativa per utilizzarlo. Allora ti dovevi ancora laureare, ti faccio i complimenti ora per questo risultato; magari un giorno uniremo le nostre competenze tecniche, informatiche e meccaniche, per progettare un nuovo ausilio per le persone disabili.

 

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