Disabilità o diversabilità?

Meglio puntare sulla diversabilità!

diversabilita
Forse pochi ci fanno caso ma le parole sono molto importanti: con le parole si trasmettono informazioni, si fanno richieste, si risponde a domande, ed i più bravi comunicano bene anche sentimenti o idee astratte. Pochi prendono davvero in considerazione importanza delle parole, e sicuramente ancora meno sono le peone che le usano correttamente.

In questo articolo non vogliamo parlare specificamente di lingua italiana, di grammatica o sintassi, bensì di due parole semplici che hanno un forte impatto a livello sociale: DISABILITÀ e DIVERSABILITÀ.

DISABILITÀ e DIVERSABILIÀ sono termini che fanno riferimento ad una condizione di disagio, fisico o psichico, diagnosticato a livello medico e legalmente riconosciuto: si pensi ad ipovedenti, persone in carrozzina per incidente, soggetti fisicamente infermi per patologie gravi (come per esempio casi di SLA o SMA), o persone con difetti sensoriali o cognitivi. Ebbene, tutta questa gente (e purtroppo è davvero tanta) rientra nell’insieme definito dalle parole DISABILITÀ o DIVERSABILITÀ. Soltanto che, mentre con DISABILITÀ ci si focalizza sul deficit ossia sulle risorse che il soggetto purtroppo non ha (o non ha più), con DIVERSABILITÀ ci si concentra su ciò che l’individuo può fare, quindi si dà importanza alle abilità personali. La lingua italiana è un idioma in continua evoluzione, infatti i dizionari spesso vengono aggiornati con l’aggiunta di nuovi temi (troppo spesso presi in prestito dall’inglese come per esempio handicap). Ma purtroppo non si dà ancora abbastanza importanza al concetto di diversabilità (tanto che per esempio in Word viene segnato come errore) mentre DISABILITÀ ed HANDICAP sono molto diffusi. AIDA è una o.n.l.u.s. che evidentemente vuole invertire tale tendenza negativa, e sicuramente non si ferma all’intenzione indubbiamente positiva ma sicuramente si adopera per realizzarla con costanza e serio impegno. Infatti AIDA con le sue competenze informatiche nonché con diversi ausili tecnologici riesce a far sì che anche le persone apparentemente inabili nonché quelle che secondo una mentalità superficiale sarebbero pressappoco inutili e condannate a soffrire passivamente, facciano emergere le proprie abilità dimostrando di poter vivere una vita sociale soddisfacente, di poter studiare, scrivere, comunicare, ed anche essere utili… come attesta questo articolo scritto non con il battito delle dita su una tastiera bensì con il movimento degli occhi, a dimostrazione del fatto che certe persone, piuttosto che disabili, sono diversamente abili ossia hanno abilità diverse più sviluppate dei cosiddetti “normodotati”. Ovvero hanno appunto DIVERSABILITÀ piuttosto che DISABILITÀ.

Alessandro Fariello

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