Catia, regalami un sorriso!

A volte la tetraparesi spastica non spegne il sorriso e l’anima della persona, anzi la coltiva fino a farla esplodere. Ringraziamo Dio per questi doni.

Questa è un’intervista svolta da Sara a Catia, due amiche di Simone Soria e di AIDA onlus, e membri di “Comunità Solidale NET”, progetto che vuole diffondere amore in questo mondo un po’ egoista, in particolare tra persone fragili.

Catia

1)     Catia, parla un po’ di te : quanti anni hai? Di dove sei?

Mi chiamo Catia Antonella Basile, ho 34 anni e vivo in Basilicata Forenza, Provincia di potenza.

 

2)   Che disabilità hai?

Sono affetta da tetraparesi spastica distonica, cioè ho dei movimenti involontari e problemi di linguaggio

 

3)    Come trascorri le giornate?

Di mattina viene la signora che mi aiuta a fare la doccia, poi mi metto in piedi sopra lo standary, dopo viene la fisioterapista tre volte a settimana e il pomeriggio viene l’assistente domiciliare con la quale usciamo e se fa brutto tempo stiamo a casa.

 

4)  Quali sono le tue passioni?

Ascoltare la musica, chiacchiere e andare in giro

 

5)  Usi molto il computer? Per fare cosa?

Si lo uso per comunicare con tutti

 

6)  Come hai conosciuto Simone di Aida? Usi ausili informatici di Aida?

Ho conosciuto Simone di AIDA tramite Facebook. Non uso un ausilio ma uso la mini tastiera con il mouse incorporato , quando avrò bisogno di un ausilio adatto per me mi rivolgerò a Simone

 

7)  Parlami dei tuoi sogni

Sogno una persona che mi custodirà quando non ci saranno più i miei genitori il più lontano possibile
8)  Grazie ad internet hai conosciuto molte nuove persone?

Si ho conosciuto persone che hanno la mia stessa patologia, la tetraparesi spastica distonica, e con i quali posso condividere le difficoltà e i anche momenti belli.


9) quali sono i tuoi siti internet preferiti?

Sono il commento al Vangelo della domenica, le canzoni. Poi vedo la Santa messa su tele Padre Pio e siti generali

 

10) Parlami del tuo libro, come ti è nata l’idea?

Si intitola: E ti Parlo di Me .

Non lo ho pubblicato,  ho fatto solo la presentazione in una cooperativa.

Una notte non riuscivo a dormire e mi è venuta la voglia di scrivere un Diario, buttando giù tutto quello che avevo dentro, da quando sono nata finito a 18 anni. Per me scrivere questa autobiografia è stato un atto liberatorio verso i pregiudizi della gente. Anche se non posso camminare, io con la mente vado oltre.

Ìl mio libro autobiografico parla a una persona immaginaria o me stessa. Racconto della mia nascita che è stato un trauma da parto,  quando sono nata ho pianto appena appena, poi sono stata in coma e qualcuno dal lassù mi ha detto che non era arrivata ancora la mia ora. Ho frequentato le scuole dall’asilo sino alle superiori ma i miei anni più belli sono stati dal asilo fino Alle  medie. I miei amici mi hanno accettata subito , per loro ero uguale. Sono socievole con tutti e questa cosa mi ha aiutata tantissimo. Purtroppo il problema si è posto quando avevo 20 anni perché i miei amici sono andati a studiare fuori e ho sentito tanta solitudine. Col passare degli anni ho imparato a conviverci, la mia grande paura è quando non ci saranno più i miei genitori ma per fortuna ho un fratello più grande di me ; lui ci sarà sempre ma io on voglio essere un peso per Lui. Mi affido a Dio lui sa.

 

Simone:
quello che mi ha colpito maggiormente la prima volta che ho visto Catia in skype è stato il suo sorriso, ENORME! CONTAGIOSISSIMO!

Se si potesse passare il suo sorriso al mondo, sarebbe una potente cura agli effetti del corona virus!

Grazie Catia e grazie Sara per aver tenuto l’intervista.

 

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