Alex, tecnologia e AIDA

…seconda parte dell’intervista ad Alex…. (la prima parte è qui…)

 Alex con SMA

1)    cosa pensi di internet? Dimmi secondo te gli aspetti positivi e negativi 

Internet è indubbiamente un importante strumento dei nostri tempi, utile dell’istruzione al lavoro ma anche per il tempo libero, per la cultura ed ancora per l’esplorazione geografica nonché per la geolocalizzazione ma anche per favorire le relazioni interpersonali. Ai tempi del Covid-19 in particolare possiamo apprezzare i vantaggi che ci offre: si pensi semplicemente anche al solo fatto che possiamo chattare con persone che si trovano in un’altra località, affrontando meglio l’isolamento fisico, o fare facilmente una videochiamata (la quale ad oggi si rivela utile non “soltanto” per sentire sempre vicini i nostri amici o parenti ma anche per attività lavorative, corsi di formazione o incontri governativi).  Ma, essendo uno strumento, purtroppo può anche dimostrarsi arma a doppio taglio: senza scomodare i pirati informatici, è chiaro che occorre farne un utilizzo adeguato ed attento in quanto in rete si trovano tantissime fake news o comunque notizie fuorvianti; ma anche i social network possono rivelarsi pericolosi in quanto possono anche essere usati in modo inappropriato o eccessivo generando paradossalmente un isolamento chiaramente disfunzionale con un aumento di relazioni fittizie ossia virtuali ed una netta diminuzione dei rapporti genuini nonché reali (per non parlare poi degli adescamenti ad opera dei malintenzionati). 

 

2)    credi che la tecnologia possa aiutare la vita delle persone disabili? A te ti ha aiutato? Come?

Sicuramente sì: basti pensare ai sistemi di videoconferenza citati prima, utilizzando i quali ho usufruito di tanti anni di istruzione (circa otto infatti si sono realizzati in tal modo, se non una decina); poi ovviamente il comunicatore a puntamento oculare che per me ha rappresentato una rivoluzione; i controlli domotici e presto anche la guida della carrozzina (senza citare l’importanza scontata degli apparecchi salvavita, quali respiratori ed aspiratori). 

 

3)    come hai conosciuto Simone Soria e Aida?

Tutto iniziò con una piccolissima brochure portatami dalla mia fisioterapista che giustamente pensò che l’azienda di Simone potesse avere qualche soluzione tecnologica utile per me. Quindi, che io ricordi, contattai direttamente Simone tramite mail che scrissi dettando a mio padre. Successivamente Simone venne a trovarmi a casa per farmi provare il software EYECLICK che fu acquistato dalla ASL dopo qualche mese e che poi ho usato per qualche anno finché non è stato sostituito dal comunicatore a puntamento oculare tipo quello che ha poi sviluppato anche AIDA. 

 

4)    come trascorri le giornate?

Solitamente in casa ma anche in modo abbastanza sereno e naturale, dialogando con le persone, navigando in internet o usando i social, leggendo e studiando, scrivendo, a volte ascoltando musica. Ma ovviamente mi piace anche uscire, vedere posti nuovi, incontrare gente, partecipare ad eventi (soprattutto culturali). Guardo pochissima TV. 

 

5)    quale è il tuo più grande sogno?

Preferisco non entrare nel dettaglio ma, come per i libri, forse non ho un sogno “preferito”: sono tutti importanti nella misura in cui sono parte della realizzazione di una vita straordinaria ed al contempo normale nella fattispecie, eccezionale nel migliore sviluppo delle mie potenzialità e naturale nel mio essere uomo. 

 

Vi ringrazio Sara e Alessandro per il vostro tempo.

Ciao!

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